SPIRULINA

Col termine generico di spirulina si intende il prodotto alimentare ricavato dalla essiccazione a freddo di una microalga d’acqua dolce (in realtà un cianobacterio), appartenente al genera Arthrospira, dalla tipica morfologia allungata e spiraliforme, di dimensioni che non superano i 500 μ e tra i primi organismi viventi apparsi sul pianeta tre miliardi e mezzo di anni fa.
L’Arthrospira platensis, da cui si ricava la spirulina, ha attraversato le ere biologiche contribuendo all’evolversi di tutti gli organismi superiori, fotosintetizzando e mettendo a disposizione gli elementi costitutivi delle cellule di piante e animali.

Un po’ di storia e considerazioni generali

Utilizzata dalle popolazioni centroamericane precolombiane, dove era considerata “cibo degli dei”, la spirulina è stata definita “alimento del futuro” durante la Conferenza Mondiale dell’Alimentazione dell’ONU (1974) e “miglior cibo del XXI secolo” dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, per la disponibilità  completa di sostanze bioattive.

La spirulina è un integratore alimentare completo, energetico ma non ingrassante, ideale, ma non solo, per sportivi e per chi conduce una vita intensamente attiva (miglioramento della forza muscolare e della resistenza), oltre ad avere una vasta letteratura di possibili impieghi antianemici, antiosteoporotici, remineralizzanti, immunostimolanti, antiossidanti, disintossicanti, normolipemizzanti, e anoressizzanti (riduzione della fame nervosa per la presenza di fenilalanina). Particolare interesse poi va evidenziato nella crescente popolazione di vegetariani e vegani, in cui il rischio di carenze proteiche nell’alimentazione è reale. La ricchezza in minerali basici consente di catalogare la spirulina fra gli alimenti alcalini, utilizzabili nelle strategie di ristabilimento dell’equilibrio acido-base.
Inoltre la nostra spirulina proviene da coltivazioni in acqua dolce, con presenza di iodio solo in tracce, il che ne consente l’utilizzo, altrimenti sconsigliato, anche a pazienti affetti da ipertiroidismo e da malattie autoimmuni.
Controindicazioni: la presenza di fenilalanina sconsiglia l’utilizzo di spirulina in pazienti affetti da fenilchetonuria; per la presenza di vitamina K si sconsiglia il consumo di spirulina a pazienti in terapia  anticoagulante.

Spirulina e salute del pianeta

Per nutrire l’uomo di proteine animali occorrono mesi o anni nella catena alimentare (produzione di foraggio, allevamento di animali da carne): con spirulina abbiamo un superalimento derivante da coltivazioni in crescita e raccolta giornaliera che ci può mettere a disposizione il fabbisogno proteico (e non solo) elaborato senza intermedi dalla luce solare. Secondo la Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) e dell’Unicef, 1 kg di spirulina al giorno potrebbe integrare l’alimentazione di 1.000 bambini, combattendo la malnutrizione che si calcola colpisca oltre trecento milioni di bambini nel mondo.  La spirulina, quindi, fa bene a noi, fa bene al pianeta e basterebbero queste semplici considerazioni per promuoverne la diffusione nell’ambito di una corretta politica informativa. Che l’attuale modello di produzione e distribuzione delle risorse alimentari stia distruggendo il pianeta è un dato certo e preoccupante alla luce di una crescita della popolazione che si prevede arrivi a 9 miliardi entro trent’anni, in un sistema che consuma molte più risorse di quante ne possa generare. Il problema non si limita al consumo di risorse ma si estende drammaticamente allo smaltimento dei rifiuti, in un processo di degradazione ambientale che mette a serio rischio le generazioni future, producendo anche un problema di sostenibilità. In sintesi siamo di fronte ad un problema planetario derivante da un drammatico potenziale inquinante e da un bilancio energetico pericolosamente negativo.
In tutto questo la spirulina può essere di grandissimo aiuto.

Spirulina: composizione

La caratteristica più importante della spirulina è la ricchezza in proteine: oltre il 60% del peso secco, con tutti gli aminoacidi, compresi gli 8 cosiddetti “essenziali” (fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, treonina, triptofano, valina), indubbiamente l’alimento con più proteine in assoluto, rispetto a soia (35%), carne (20%) e legumi (13%).
Troviamo poi circa il 15% in carboidrati: glucosio, galattosio, ribosio e mannosio, polisaccaridi, acidi grassi essenziali, mono e poliinsaturi (omega 3 e omega 6), vitamina D, vitamina E, vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B6, B9, B12 – di cui la spirulina è in assoluto la fonte alimentare più ricca), vitamina K e minerali indispensabili quali ferro, potassio, calcio, cromo, rame, magnesio, manganese, fosforo, sodio, zinco, selenio e altri oligoelementi. Fondamentale dal punto di vista antiossidante il contenuto in ficocianine, clorofilla, carotenoidi (ß-carotene, R-carotene e ß-criptoxantina).
Interessante notare che studi cinesi hanno documentato che le ficocianine stimolando l’emopoiesi, funzionano in modo simile alla eritropoietina (EPO), ormone prodotto a livello renale che stimola la produzione di eritrociti da parte delle cellule staminali del midollo osseo.   La clorofilla è contenuta nei cloroplasti, organuli intracellulari tipici di tutti gli organismi fotosintetici, in cui sono presenti le strutture e gli enzimi capaci di trasformare la luce solare in energia vitale, che si distribuisce a tutti i viventi attraverso le catene alimentari; le “alghe azzurre”, più propriamente i “Cyanobacteria”, da cui si ricava la spirulina, comparsi sul pianeta oltre 3 miliardi di anni fa, portano quindi alla nostra salute memorie biochimiche primordiali: la “semplice” ricchezza in sostanze bioattive non giustifica infatti, da sola (a mio giudizio) gli effetti soggettivi ed oggettivi che l’assunzione delle dosi raccomandate (5-10 grammi al giorno) comporterebbe.

 

Profilo nutrizionale della spirulina (per 100 gr)

Attenzione all’origine…

Noi di ATL ci forniamo unicamente da produttori nazionali che garantiscono, con sistematici controlli, garanzia di qualità.  La qualità del prodotto deriva essenzialmente da quella delle acque di coltivazione e dalle procedure di lavorazione: la spirulina cresce infatti spontaneamente soltanto in un numero limitato di zone del pianeta, caratterizzate da acque con tasso di alcalinità elevato, da forte concentrazione di sali minerali e da temperatura costante, compresa fra tra  30 e 40 gradi: la crescente richiesta del mercato internazionale, non solo da parte di sportivi, ha indotto il fiorire di coltivazioni più o meno estemporanee e molto spesso incontrollate, inducendo concreti dubbi sulla qualità di gran parte di prodotto proveniente da paesi privi di standard qualitativi nella  produzione e nel controllo di possibili contaminazioni. In pratica “c’è spirulina e spirulina” e fondamentali diventano tracciabilità e controlli in fase di coltivazione e di preparazione: lo conferma il fatto che, a seguito di una cinquantina di segnalazioni ricevute, l’agenzia nazionale francese ANSES (Agence Nationale de sécurité Sanitaire: https://www.anses.fr/fr, è  intervenuta nell’agosto 2017 evidenziando che la spirulina può contenere cianotossine, batteri, varie sostanze chimiche derivanti da inquinamento ambientale e  metalli pesanti (piombo, arsenico e mercurio) assorbiti durante la crescita, quando la microalga viene coltivata in acque inquinate. Sono stati segnalati casi anche negli USA, a Cuba, in Thailandia, in Messico, in India, e altri Paesi, con seri rischi per la salute: da qui l’importanza fondamentale di utilizzare esclusivamente prodotti tracciabili provenienti da aziende certificate.
Solo il 5% della spirulina consumata nella penisola è di produzione italiana, tutto il resto viene importato da realtà in cui le norme di sicurezza alimentare sono molto diverse dalle nostre se non totalmente assenti. La grande disparità di prezzi, fa comprendere l’assoluta necessità di affidarsi esclusivamente a produttori controllati, evitando i rischi connessi al consumo di spirulina “low cost”, di provenienza dubbia. La contaminazione da metalli pesanti, tossine e sostanze chimiche è un rischio assolutamente reale, che espone i consumatori a reazioni acute e croniche anche gravi: disturbi digestivi, intossicazioni epatiche problemi muscolari, allergie e insufficienza renale.
Sul piano dell’efficacia, non da ultimo, diviene fondamentale il processo controllato di essiccazione “a freddo”, sotto i 40 gradi centigradi, in quanto temperature superiori porterebbero inevitabilmente alla degradazione parziale di alcune componenti, ad iniziare dalle proteine.
Grazie ai nostri elevati standard sul controllo di qualità, utilizziamo solo spirulina certificata.

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